Nando CASELLATI

 

di Gustavo Millozzi

 Nando Casellati - RITRATTO 4 Per scrivere della fotografia di Nando Casellati occorrerebbero molte pagine in quanto, pur con una spiccata personalità egli si è occupato, sempre con successo, di un gran numero di temi approdando quindi per ultimo, ed anche in questo con ottimo riscontro, al non facile mondo del diaporama.
Ritratto, figura ambientata, composizione, racconto, reportage sono stati da lui fissati sulla pellicola (il suo interesse non si è mai – o forse ancora – rivolto al digitale) spaziando dal bianco e nero personalmente trattato sino alla stampa, al colore su carta ed alla diapositiva ed i lavori così ricavati ci sono stati sempre portati alla vista, ed attesi con interesse, senza presunzione ma con tanta sua disponibilità di condividere le varie esperienze maturate.
Devo pertanto limitarmi, rimandando eventuali future analisi su altri temi da lui trattati, a considerare quello che maggiormente lo ha interessato quando ha iniziato la partecipazione ai concorsi fotografici e che ha portato avanti per molto tempo: il ritratto e la figura femminile.
La fotografia della donna è certamente un tema sempre attuale ed assolutamente non nuovo come è indubbio che l’interesse che fotografi portano per la donna è altrettanto vecchio quanto l’oggetto di tale interesse; e non è pertanto a caso che i redattori di giornali e riviste nella stessa maniera dei conservatori dei musei tengono presente che la donna è ancora e sempre un soggetto molto popolare. Teniamo poi presente che le fotografie di donne sono molto più apprezzate dalla nostra società piuttosto che i ritratti di uomini. Nando Casellati - RITRATTO 5
Un gran numero di fotografi si sono così specializzati nella fotografia della donna ma poiché li ispira il concetto astratto dell’eterno femminino cercano dei modelli capaci di corrispondere ai loro intenti: partigiani del mito del glamour e della bellezza mistica fotografano le donne come dei fenomeni fisici e come dei simboli di rappresentazione popolare o personale. Nando Casellati – ed in queste pagine ne abbiamo alcuni esempi – non ha voluto del tutto discostarsi da tale visione ma, con intelligenza e vera capacità tecnica e sapiente impiego della luce ha aggiunto il suo personale tocco che si è risolto talvolta, specie nel bianco e nero in una sottile vena ironica mentre nel colore ha spaziato dai tenui colori pastello a vere esplosioni di colore.
Mi spiace dover constatare che, sia per disinteresse e forse per la sua modestia che lo ha anche portato recentemente a distruggere gran parte della sua produzione, non siano state portate al pubblico sue mostre personali e che pertanto l’attuale generazione non possa avere una approfondita conoscenza dell’opera di Nando Casellati, un Artista della nostra terra che merita invece la nostra attenzione e che deve essere riscoperto.

Note biografiche
Classe 1931 Nando Casellati è uno dei più attivi fotografi che hanno, con le loro opere, dato un importante apporto per oltre un ventennio nei concorsi nazionali ed internazionali con uno stile inconfondibile: solo nei concorsi in Italia ha conseguito ben 906 ammissioni e quelle avute in campo internazionale gli hanno meritato prima la distinzione AFIAP (1966) e quindi quella di EFIAP (1971).
Tengasi altresì presente che, pur avendo da parecchi anni smesso la partecipazione a concorsi, in quanto si è dedicato alla più complessa realizzazione di diaporama, occupa il 19° posto nella graduatoria attuale dei “Top 100” per numero di opere esposte nelle sole mostre con patrocinio della FIAF. Ha iniziato da ragazzo, con l’impiego della modesta Comet-Bencini acquistata con i propri risparmi, ad avvicinarsi alla fotografia ed ha maturato le prime esperienze di camera oscura aiutando gratuitamente un piccolo fotografo di paese fino a convincere il proprio padre delle sue capacità – dopo aver vinto il primo, il secondo ed anche il terzo premio in un unico concorso fotografico – a regalargli una Rolleiflex, macchina fotografica alla quale è stato fedele per molto tempo sino all’acquisto di una apparecchiatura Nikon che usa tutt’ora. Dopo aver viaggiato per alcuni anni con la sua Vespa per gran parte del Medio Oriente scattando fotografie e dopo aver preso la laurea in giurisprudenza (ma senza poi mai usufruirne) entrava a far parte del Circolo Fotografico Padovano e nel 1962, dopo lo scioglimento dello stesso, nel Fotoclub Padova dove è stato attivissimo socio per molti anni contribuendo notevolmente alla sua crescita.
Per trent’anni ha esplicato attività lavorativa nell’ambito di una importante multinazionale (Kodak) e quindi, raggiunta l’età pensionabile, ha aperto una agenzia fotografica riprendendo per altri do

 Nando Casellati - RITRATTO 2

dici anni, immagini in ogni parte del mondo.

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Articolo e immagini per gentile concessione Athesis.News.it

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