Apr 232017
 

fulvio merlak _ icone _ Fotoclub Costermano _ Lo scatto _ 2017FOTO Club Costermano
in collaborazione con
Gruppo fotografico lo scatto – BFI

Fulvio Merlak

ICONE, 
non solo hic et nunc 

venerdì 28 aprile 2017 ore 21:00

Costermano Sala Civica _ Piazza del Donatore 1

Apr 022017
 
  • I am Roberto
  • I take Photos
  • I live in Italy

Questa è la sobria presentazione che Roberto Bartoloni fa di sé stesso.

Basta però guardare alcune foto per capire che forse bisognerebbe spendere qualche parola in più per descrivere il suo lavoro. Ed allora vediamo questa foto che riesce a prendere l’istante in cui l’uccello si tuffa verso il suo obiettivo con le ali semiaperte, la coda rialzata il becco già pronto a catturare la sua preda e, particolare decisivo, in alto il ramo da cui è partito. Ha catturato l’attimo e la foto è perfetta, perfino nitida a discapito della velocità.

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Prendiamo ora questa foto per niente dinamica, una volpe, raggomitolata su sé stessa in un biancore glaciale, il muso infilato nel tepore della sua pelle, guarda il fotografo con occhio interrogativo: mi farà del male? Questa la domanda cui la volpe ha già risposto. Foto diventata icona del suo lavoro e riproposta nelle locandine delle sue mostre.

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La qualità delle sue foto si fonde con l’interesse per la natura.

Un geologo

Roberto Bartoloni è geologo, studia le forme antiche della terra, forme che si sono plasmate prima che vi fossero mammiferi sulla sua superficie.

Ha preso parte a diverse spedizioni paleontologiche in Europa ed Africa, per conto delle Università di Bologna e di Utrecht.

E’ stato insegnante di Scienze e Matematica.

Da circa venti anni è il Delegato LIPU della sezione di San Donà di Piave in provincia di Venezia.
Ha viaggiato per anni in Italia , in Europa, in Asia, in Africa e nelle Americhe avendo sempre come scopo la ricerca fotografica e documentativa dei più importanti siti naturalistici. Ha allestito numerose mostre ed ha collaborato con parecchie riviste di natura. Ha tenuto corsi di foto-naturalistica, dei quali uno presso l’Università di Trieste.

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Un’amicizia

Dànilo Mainardi, famoso etologo recentemente scomparso, scrivendo di lui  lo paragonava ai fotografi ottocenteschi

“armato di un occhio, l’apparecchio fotografico, che  catturava immagini, atteggiamenti e gesti con rapidità e precisione straordinarie, ma soprattutto dotato di una capacità di penetrazione dei sensi da vero romanziere naturale che, con il fiuto di un cane da caccia, immagazzinava dal mattino alla sera informazioni”.   

  Ecco, io lo vedo così il mio amico Roberto, seppure armato, com’è ovvio, d’un “occhio” ben più sofisticato che non quei primitivi apparecchi ottocenteschi. Ma ciò che soprattutto vedo in lui, o meglio intuisco dalla sua opera, è la capacità di narrazione e di coinvolgimento che può esprimere una sequenza di immagini se “viste”, però, dalla persona giusta, cioè sensibile e competente. Un viaggio che vediamo con i suoi occhi, o meglio ancora col suo”terzo occhio”. Viaggio all’interno di una natura straordinaria: dalle Everglades al Bosque del Apache, al Colorado Plateau, al paesino canadese di Churchill coi suoi orsi bianchi e le sue volpi.

Sì, anche così si può fare un viaggio, ma solo se il fotografo diviene narratore, dispensatore generoso delle sue esperienze.

Viaggiare

Ha viaggiato in Europa e poi nei paesi extraeuropei alla scoperta dei siti naturalistici più interessanti. I suoi portfoli spaziano, dalla Tanzania al Kenia, alla Florida, al Canada e Brasile, al Sud Africa e ancora altrove.

Se volete, potete vederli qui: http://www.robertobartoloni.com/index.php/projects.

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Libri

Con la messe di fotografie realizzate, ha pubblicato più di un libro:

  • nel 2012 “Splendida natura del Nord-America
  • nel 2014 “Splendida natura d’Africa” ;
  • Nel 2017 è appena uscito il terzo “Splendida natura d’Europa

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Il libro tratta cinque aree naturalistiche del nostro continente :

  •  le lagune venete; in particolar modo l’avifauna.
  • il parco tedesco di Bayerischer Wald; dove in un ambiente controllato si possono vedere tutti i grandi mammiferi europei;
  • il tratto alpino del fiume Isonzo in Slovenia;
  • la fioritura estiva del Piano Grande di Castelluccio di Norcia (PG); un omaggio ad un posto mitico che ora non c’è più;
  • la riserva della cicogna bianca di Marchegg in Austria. Si tratta di una foresta allagata dove le cicogne, e altri uccelli, nidificano sulle grandi querce.

A Schio

Venerdì 7 aprile Roberto Bartoloni verrà nella nostra sede al Castello di Schio, mostrerà le sue foto e presenterà il suo libro. Se siete curiosi vi aspettiamo.

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Vedi anche http://www.robertobartoloni.com/

Mar 222017
 

Giovedì 30 marzo 2017

Serata autore ad Adria Al Foto Club Adria presso sala CADA in Piazzetta Casellati 2

Biografia

Nasce nella provincia di Venezia nel 1970 ed incomincia a viaggiare appena diciottenne. A 19 anni chiede di prestare il servizio di leva in una unità navale della Marina Militare.
Scende dalla nave per salire su un camion. È l’esperienza di camionista internazionale attraverso l’Europa dell’Est, durata 11 anni, che gli darà le basi per viaggiare in maniera autentica.
La passione della moto non lo ha mai abbandonato dall’età di 16 anni e con questa, in maniera assolutamente indipendente e senza appoggi logistici, ha visitato oltre 140 paesi in 4 diversi continenti: sempre a cavallo della sua due ruote. Ha viaggiato in Africa, in tutta Europa fino agli estremi fiordi dell’Islanda,
nell’America Latina, in Medio Oriente, in Iran attraversando il deserto del Belucistan, in Asia Centrale e nelle ex Repubbliche Sovietiche.
Tra le sue più esaltanti imprese solitarie annovera un viaggio di 3 mesi in Mongolia, percorrendo la Siberia da Ovest ad Est, il Deserto del Gobi, la Steppa del Kuban, nella penisola del Caucaso, attraverso Cecenia e Dagestan.
Sempre in solitaria compie MARE NOSTRUM, il periplo del Mare Mediterraneo toccando i 17 paesi che vi si affacciano, Continue reading »

Mar 212017
 

Mancano pochi giorni alla inaugurazione di Fotopercorsi Vicenza 2017, rassegna fotografica nata dalla collaborazione di Fotoclub Il Punto Focale, 400 ASA, Spazio 6, Flux Fototeam, Circolo fotografico Vicenza, cince associazioni fotografiche della città di Vicenza. Dettagli su www.fotopercorsi.org
Manifestazione con Ricoscimento FIAF F07/17

Gen 222017
 

Vi segnaliamo che giovedì 26 gennaio alle ore 21:00 ad Adria (RO) presso la sala CADA, Via Buzzolla 42 (mappa) avremo il piacere di ospitare la fotografa (A.F.I., A.F.I.A.P., E.F.I.A.P., E.F.I.A.P./b) Sandra Zagolin del circolo ChiaroScuro di Piove di Sacco (PD)  componente della squadra italiana vincitrice della Coppa del Mondo “amicizia e solidarietà” 2014 e della medaglia d’Oro “La donna nella società” 2015.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sandra Zagolin nasce a Piove di Sacco (PD) dove tutt’ora risiede. Dal 1996 fa parte del Fotoclub Chiaroscuro e dal 2008 ricopre la carica di Presidente.
E’ iscritta alla Fiaf e alla Fiap e dal 2010 partecipa con assiduità a Concorsi nazionali ed internazionali.

Amante dei viaggi, predilige il reportage ma anche il paesaggio e lo sport.
Ha realizzato varie mostre personali in tutta Italia. Alcune sue foto inoltre sono state esposte in diversi paesi Europei ed extra Europei e sono state pubblicate in riviste del settore come Touring club, Fotonotiziario, Fotografia reflex ecc.

Finalista tra migliaia di partecipanti al concorso Leica e al National Geographic nel 2012 e 2013.

Tra i premi meritevoli di essere ricordati “Il Truciolo d’oro” nel 2011, Premio Verona nel 2012, Migliore autore in uno dei 4 saloni al prestigioso concorso Austriaco Trieremberg Super Circuit 2014 (circa 10.000 partecipanti) 1° premio al concorso internazionale Oasis.

Componente della squadra Italiana vincitrice della Coppa del Mondo “Amicizia e solidarietà” 2014 e della medaglia d’Oro “La donna nella società” 2015.
A partire dal 2012 per meriti acquisiti ha ricevuto 4 onorificenze: AFI (Artista Fotografo Italiano) – AFIAP (Artiste FIAP), EFIAP e EFIAP/b (Excellence FIAP/ bronze).

F.I.A.F. : Federazione Italiana Associazioni Fotografiche
FIAP: Fédération Internationale de l’Art Photographique.

 

 

 

Nov 232016
 

Incontro con Piero Martinello

Non è un fotografo bulimico, di quelli che scattano foto a più non posso.

E’ piuttosto meditativo e, diciamo pure lento, nell’ottenere le sue foto. Per fotografare Giovanni, uno di quelli che ha definito i “matti di paese” si è messo al suo fianco macinando chilometri e chilometri a piedi prima di chiedergli una foto e quando ha scelto di fotografare, ha portato una Hasselblad su cavalletto, i fari per la luce artificiale e l’ha messo in posa.Martinello01.jpg

Per fotografare le suore di clausura ha girato non si ricorda neppure quanti conventi ottenendo sempre un rifiuto (“La nostra regola, sa …“) e, quando finalmente ha trovato madre Ignazia Angelini che gli ha concesso il permesso di fotografare, si è tirato indietro. Non voleva una foto stereotipata di un viso in penombra dietro la grata, meglio rifotografare la fototessera.

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Come capite non si fanno molte foto in questo modo, si hanno tantissimi contatti con quelli che saranno i suoi soggetti, si instaura un rapporto non superficiale che può (o anche no) sfociare in una foto. Una foto che non rappresenta solo il fotografo, ma anche il soggetto, nel quale il soggetto si riconosce non solo come forma passiva d’arte, ma come partecipante attivo.

E’ un metodo insolito

in un mondo dove in ogni istante si scattano milioni di immagini che poi vengono vertiginosamente scambiate in modo parossistico, Piero Martinello naviga in direzione contraria e solitaria. Fotografa solo ritratti, spesso primi piani esplorando le infinite varianti che questo genere fotografico propone.

Poi medita sul suo lavoro e talvolta lo condivide con qualche amico artista, come i ritratti allucinati dei ragazzi usciti dai rave party, che poi sono stati ritoccati tutti a olio dal pittore Franco Ruaro usando tonalità carbone che accentuassero l’ombra delle foto.

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Eppure la sua presenza crea eventi, come in settembre a Monopoli al PhEst. Giorni e giorni nelle bettole a parlare con la “gente del porto” pescatori e marinai in un settore oggi in crisi, che potrebbe domani scomparire. Un dialogo con l’aiuto di un “mediatore culturale” ovvero di uno che sapesse tradurre il dialetto stretto che si parla nelle osterie. Solo dopo un lungo prologo si arriva alle  foto, che sono state riprodotte in grande formato e appese lungo la passeggiata del porto.

Questo ha  portato un inatteso ribaltamento. Persone di solito trasparenti che  quasi neanche vedi  tanto sono ordinarie, diventano grandi volti, esprimono l’anima della comunità. Una comunità che si trasforma, che va a osservare il proprio viso e il viso degli amici, che controlla che nessun ragazzaccio vada a insozzare quei volti che ci hanno messo una vita a diventare così.

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L’incontro con Piero Martinello

testimonia una modo diverso di fare fotografia, un modo di fare ritratti che non siano semplici selfie, una testimonianza che fare fotografia è anche fare fatica, che una foto non è “dovuta”, non si deve scattare per forza perché io, fotografo,  ho una macchina che costa migliaia di euro e ho deciso di fotografare te; la foto nasce da un contatto e questo dialogo può trasformarsi in un ritratto o anche no.

La serata è stata apprezzata da un buon numero di partecipanti.

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E’stata una rimpatriata

perchè Piero a 15 anni è stato socio del Circolo Fotografico Scledense e le sue prime foto in bianco e nero le ha mostrate nelle riunioni del venerdì di qualche anno fa. Ora Piero è tornato da professionista, carico di molti riconoscimenti internazionali come già detto qui: Radicalia.

Con la serata del 18 novembre scorso a palazzo Fogazzaro è stato un gradito reincontro, siamo in attesa dei prossimi passi di Piero.

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Nov 072016
 

locandina-giulio-menegazzoNella speranza di fare cosa gradita, vi segnaliamo che giovedì 10 novembre ad Adria presso la sala CADA in Piazza Casellati n. 1 (mappa) il Foto Club Adria avrà il piacere di ospitare il fotografo Giulio Menegazzo

Giulio Menegazzo

Si avvicina alla fotografia a partire dagli anni 70 all’interno dell’azienda in cui lavora contribuendo alla formazione di un gruppo speciale di fotografia.
Dal 1980 al 2005 fa parte dell’associazione “ Fotoclub Padova “ assumendo nei vari anni diverse cariche tra cui quella di presidente per il periodo 2002 – 2005.
Nel 2005 ha contribuito, in qualità di socio fondatore, alla formazione del Gruppo Fotografico Controluce.
Partecipa a molti concorsi fotografici nazionali ed internazionali ottenendo in poco tempo numerosi premi ed ammissioni e nel 1985 a seguito di questi riconoscimenti consegue il titolo AFIAP (Artiste FIAP) che gli viene conferito dalla Federazione Internazionale dell’Arte Fotografica. Nello stesso anno i circoli fotografici della provincia di Padova, lo eleggono Delegato Provinciale, carica detenuta sino al 2008.
Ha utilizzato per i vari concorsi diapositive, che lui stesso duplicava e correggeva; attualmente usa apparecchiature digitali Canon.
Col contributo dei circoli fotografici provinciali organizza 3 mostre fotografiche itineranti ed una conferenza in Abano Terme tenuta dal professore Italo Zannier dell’università di Venezia.
Con la collaborazione del C.d.Q. n° 4 ( Pd ), il Gruppo Controluce e patrocinio del Comune di Padova, organizza serate di proiezioni sonorizzate.
Collabora col Centro Nazionale di Fotografia di Padova per la preparazione di un CD di immagini della Padova Storica.
Partecipa a lavori di giuria sia per concorsi fotografici locali che nazionali.
Ha tenuto sue mostre personali in Pernumia, Padova, Stanghella, Saccolongo, Summaga ( Pn ), Albignasego, Parrocchia Guizza, sala del Redentore Chiesa di S.Croce(Pd), Hostaria “ La Giudecca “ Strà(Ve) e bar Ferrari –(Pd).
Sue proiezioni sono state viste in Sesto San Giovanni (Mi), Monzambano (Mn), Mestre (Ve), Modena Senigallia(An), Shio (Vi) e presso vari foto club provinciali.
Sono state pubblicate sue foto in : “Stadio Corriere dello Sport”, “Difesa del Popolo”, “Gente e Motori”, “Fotoamatore”, “Infinito”, “Fotografare”, “Reflex”, “Tabloid di Monselice” ,“Tabloid di Este” e nei volumi “Resurgemus”, “Diaeto Veneto”, “Elcao del zhucaro”, “Riviera Euganea” e nella rivista “Maratona S. Antonio”.

Ott 062016
 

valdagno fotografo volante Il fotografo volante

Il circolo Fotoricerca di Valdagno organizza una mostra, patrocinata dal Comune, sul fotografo valdagnese Faliero Ignesti che verrà inaugurata il 22 ottobre p.v. e che si terrà negli spazi espositivi di Galleria Civica Villa Valle.

Faliero Ignesti nasce nel 1891 a Firenze e lavora come apprendista presso alcuni importanti studi fotografici, fra cui i Fratelli Alinari.
Partecipa alla Guerra Italo-Turca del 1911/1912 e alla Grande Guerra come fotografo della Sezione fotografica dell’esercito, realizzando anche scatti da aerostati, dirigibili e aerei e venendo in contatto con personaggi famosi come Francesco Baracca e Gabriele D’Annunzio, che immortalerà nei suoi scatti.
Al termine della guerra lavora dapprima a Milano per poi aprire un negozio di fotografia a Valdagno, rilevandolo dai fratelli Filotto conosciuti durante il servizio militare, dove lavora come apprezzato ritrattista. Su commissione di Gaetano Marzotto realizza servizi sulla Città Sociale che verranno utilizzati a scopi pubblicitari.
Muore a Valdagno nel 1958.

In mostra verranno esposte più di duecento fotografie divise in quattro sezioni: Ritratti, Guerra Italo-Turca, Grande Guerra e Città Sociale, tutte accompagnate da testi esplicativi degli argomenti, in un’ottica prevalentemente storico-fotografica.
E’ stata possibile anche la realizzazione di un catalogo che contiene tutte le foto esposte in mostra e testi di approfondimento del materiale.

Entrando in contatto con così cospicuo e prezioso materiale, era impensabile per Fotoricerca non decidere di proporre la narrazione di questa storia. Le immagini di Faliero Ignesti ci aiutano a perlustrare quasi mezzo secolo di storia e ci permettono di raccontare anche una piccola parte dell’evoluzione della fotografia della prima metà del novecento. Le foto degli interni della Città Sociale si fanno poi memoria di un passato che confluisce nel presente di un luogo ancora importante per la città.
Lo scopo della mostra è anche quello di far conoscere alla cittadinanza la figura di Faliero Ignesti, personaggio dalla vita avventurosa e dalla mentalità aperta ai più vari contributi esperienziali: l’intento è quello di contribuire a scrivere una pagina della storia di Valdagno, proponendo alla popolazione un personaggio che, a fronte del suo girovagare, si sentiva valdagnese a tutti gli effetti.

valdagno fotografo volante Il fotografo volante 2

Durante il periodo di apertura della mostra (22 ottobre – 20 novembre) sono state programmate quattro serate di approfondimento, una per ogni sezione, che vedranno la partecipazione di esperti dei vari argomenti e che si terranno in Sala Soster di Palazzo Festari.

28 ottobre: Enrico Gusella – “Sulla fotografia e oltre”
4 novembre: Paolo Varriale – “Francesco Baracca – L’uomo e il Cavallino rampante”
10 novembre: Marco Mulazzani – “Città Sociale” (titolo da definire)
16 novembre: Alessandro Massignani – “La Guerra Italo-Turca”

Orari apertura mostra:
martedì/sabato: 16.00 – 18.30
domenica: 10.00 – 12.00 16.00 – 19.00