Gen 132017
 

Fwd INVITO DIGITALE

Carissimi Tutti,

abbiamo il piacere di invitarvi all’inaugurazione della mostra del Circolo Fotografico La Gondola ” NUOVI MITI E NUOVI RITI ” presso la Bugno Art Gallery di fronte il Teatro La Fenice!

Vi aspettiamo numerosi giovedì 19 gennaio alle 18.00!

Bugno Art Gallery
in collaborazione con
la Gondola – circolo fotografico

presenta:

NUOVI MITI E NUOVI RITI

inaugurazione
giovedì 19 gennaio 2017
ore 18.00

fotografie di:

Andrea Avezzù
Lubomira Bajcarova
Antonio Baldi
Maurizio Braiato
Aldo Brandolisio
Ilaria Brandolisio
Fabrizio Brugnaro
Lorenzo Bullo
Dario Caputo
Paola Casanova
Carlo Chiapponi
Maria Teresa Crisigiovanni
Francesco Del Negro
Paolo Mingaroni
Marzio Minorello
Matteo Miotto
Daniele Orfano
Federica Palmarin
Stefano Pandiani
David Salvadori
Giorgio Semenzato
Enrico Sisti
Massimo Stefanutti
Maurizio Trifilidis
Fabrizio Uliana
Izabella Vegh
Giovanni Vio
Anna Zemella

Circolo Fotografico La Gondola
Sede sociale: CZ95 Centromultimediale – Zitelle 95 Giudecca, Venezia
Biblioteca: Palazzo Fortuny – San Marco 3780, Venezia
Archivio: Casa dei Tre Oci – Fondamenta Zitelle 43, Venezia

Mag 292015
 

collezione Camozzo Venezia tra la Belle Epoque e bagliori di guerra

Mercoledì 17 giugno 2015 alle h.18 nel Salone di Banca Intesa SanPaolo, campo San Luca a Venezia, sarà inaugurata la mostra fotografica

VENEZIA TRA BELLE EPOQUE E BAGLIORI DI GUERRA La collezione Camozzo

La mostra proseguirà sino al 10 settembre 2015 con orario di sportello

Recuperato pochi anni fa in modo del tutto fortunoso, il fondo Luigi Camozzo formato da 75 lastre fotografiche negative di vari formati è stato donato dagli eredi all’Archivio Storico del Circolo La Gondola nel novembre del 2011.

Le lastre sono giunte in Archivio in non buone condizioni; catalogate e messe in sicurezza, una parte (28 fotografie) è stata scelta per formare la presente mostra.

Prima di essere stampate, le immagini positive sono state sottoposte ad un lunghissimo e accurato restauro digitale da parte del socio del Circolo Emilio Zangiacomi Pompanin che ha consentito il recupero quasi totale dell’originaria integrità.

La mostra

Nella fase storica che precede il primo conflitto mondiale, Venezia vive anni cruciali.

Se si avvertono ancora i segni della lunga dominazione austriaca, qualche positivo segnale si intravvede grazie all’avvio di imprese industriali di rilievo; prendono nuovo vigore l’Arsenale e il Porto nonché le attività tradizionali legate al vetro e al merletto.

Insomma, si respira un’aria nuova cui non è estraneo l’assetto politico nazionale che fa capo a Giovanni Giolitti.

Ma è tutta l’Europa a vivere questo straordinario momento credendo di poter contare su un futuro di pace e progresso grazie alle conquiste scientifiche e tecnologiche di fine ‘800.

Di lì a pochi anni il catastrofico primo conflitto mondiale porrà fine alle illusioni e alle speranze.

Comunque sia, Venezia vive al meglio questa fase storica, che non a caso sarà chiamata “Belle Epoque”, grazie anche al recuperato ruolo culturale e artistico – come l’istituzione nel 1893 dell’Esposizione Internazionale d’Arte – che ne fa un riferimento per l’intera Europa e vede convergere sulla laguna artisti, poeti, intellettuali e più in generale la crème del bel mondo internazionale.

In questo fervore si aggira con il suo apparecchio a lastre Luigi Camozzo che arrotonda lo stipendio di contabile fotografando eventi e personaggi che punteggiano la vita cittadina.

Non può essere definito un amateur ma un semiprofessionista vero e proprio; grazie alla fotografia egli riesce mantiene decorosamente una numerosa famiglia che lo ricambia fornendo spesso indispensabile ausilio in camera oscura e addirittura, la moglie, proponendosi quale agente di vendita.

Le sue fotografie non possono rivaleggiare con le classiche vedute degli ancora floridi ateliers ma assumono la veste di un reportage ante litteram in cui le non indifferenti doti del Camozzo hanno modo di porsi in evidenza.

Principi e regnanti, dignitari e politici, impettiti ufficiali e dame dalle vaporose crinoline, turbinano dinanzi all’obiettivo; è l’immagine di un mondo gaudente e inconsapevole della tragedia che di lì a poco lo travolgerà.

Ma l’obiettivo di Camozzo guarda anche alla vita quotidiana, all’ambito domestico registrando matrimoni, gruppi familiari e qualche scorcio cittadino intriso di autentica poesia.

Un’osservazione mai banale e frettolosa ma assai accurata e con un senso estetico davvero rilevante.

Il recupero, miracoloso, di una piccola ma significativa parte della produzione di questo Autore ci permette di approfondire, a distanza di un secolo, aspetti di un’epoca cui guardiamo ancora con curiosità e, talvolta, un senso di malcelata nostalgia.

Biografia

Luigi Camozzo (Venezia?1874 – 1943) era impiegato contabile presso la cartiera Marsoni, importante azienda operante nel centro storico veneziano sino agli anni ’60 del ‘900.

Animato sin da giovane da una grande passione per la fotografia allestì una camera oscura nella soffitta dell’appartamento all’ultimo piano di palazzo Erizzo, al 4002 di Castello, dove abitava con la numerosa famiglia (moglie e otto figli).

Ben presto la passione si tramutò in piccola attività commerciale che trovò sbocco grazie anche all’intraprendenza della moglie Ida Casonato che fungeva da agente venditore.

I soggetti dell’attività fotografica furono i più vari : la Venezia minore ma anche cerimonie pubbliche ed eventi importanti a cui il Camozzo era immancabile.

L’attività fotografica si estese probabilmente in un arco di tempo che va dai primissimi del ‘900 agli anni ’20.

La mostra è prodotta dal Circolo Fotografico La Gondola

a cura di : Paola Casanova e Manfredo Manfroi

coordinamento tecnico : Aldo Brandolisio

restauro e stampa positivi : Emilio Zangiacomi Pompanin

Si ringrazia l’ospitalità di Banca Intesa SanPaolo


Circolo Fotografico La Gondola

Mag 072015
 

cc candiani camera cucina 2015

 

Il Centro Culturale Candiani, in concomitanza con l’avvio di Expo 2015 Nutrire il pianeta, Energia per la vita ha declinato il tema del cibo e dell’alimentazione attraverso una serie di percorsi legati ai vari linguaggi dell’arte, ovvero L’ARTE CHE CI NUTRE.
Tenendo insieme il globale e il locale la rassegna ruota attorno alla mostra fotografica dal titolo evocativo Camera e Cucina. La fotografia è in tavola, oltre cento lavori, sguardi e tecniche diverse per diversi immaginari fotografici e alimentari. Fotografia concettuale piuttosto che food photography, immagini storiche e fotografia di reportage dal taglio antropologico e sociale.

Centro Culturale Candiani
Direzione Attività Culturali e Turismo
Comune di Venezia

Feb 022015
 

Per il periodo febbraio-aprile 2015
Casa dei Tre Oci e il Circolo Fotografico La Gondola
propongono
a Venezia Giudecca

TRE OCI TRE MOSTRE / VENEZIA FOTOGRAFIA
L’ITALIA POSITIVA [1951|1969]

7 febbraio – 12 aprile 2015

Le mostre:

  • Sguardi privati. Sessanta ritratti italiani
    Fotografie di Francesco Maria Colombo
    .
  • Le gallerie veneziane e la fotografia
    Bugno, Ikona, La Salizada, Giorgio Mastinu, Michela Rizzo, Upp
    .
  • Quel che resta del giorno
    il Circolo Fotografico La Gondola
    .
  • L’Italia positiva 1951-1969
    di Stefano Robino a cura di Manfredo Manfroi
    .

MOSTRA QUELCHE RESTA INVITO ELETTR

 

.

MOSTRA ROBINO INVITO WEB

Dic 032014
 

logo cc candiani mestre

La fotografia come fonte di storia. (AA. VV, 2014)
Atti delle giornate di studio
(Venezia, Istituto Veneto di Scienze e Lettere, 4-6 ottobre 2012)

Centro Culturale Candiani, giovedì 4 dicembre alle ore 18.00
Partecipano all’incontro Gian Piero Brunetta e Roberto Ellero

sala seminariale primo piano, ingresso libero

Evento flash organizzato nell’ambito della mostra IO AMO L’ITALIA, Fotografie di Leonard Freed, realizzata dal Centro culturale Candiani in collaborazione con Associazione Culturale Admira+ e Associazione Culturale CivicoCinque

LA FOTOGRAFIA COME FONTE DI STORIA
[…] La fotografia non è solo un primo atto di certificazione anagrafica e di vera promozione a protagonisti di milioni di persone rimaste per secoli al di fuori della luce della storia, ma è anche – in un’ottica di medio lungo periodo – un primo atto sacramentale, il battesimo, di quell’Homo immortalis che troverà a cavallo del duemila il raggiungimento della sua maturità e piena affermazione laica. Inoltre, come aveva già ben colto Mario Praz in un articolo del 1967 (Pittura di ritratto e fotografia), “la fotografia ce la può dire lunga sulla persona ritratta, ma una cosa è certa: che non meno d’una pittura ce la dice lunga sul fotografo”.
Nel momento in cui crescono in misura esponenziale soggetti dell’emissione e destinatari la fotografia dilata le sue funzioni, accende pulsioni voyeristiche. […]
Le fotografie digitali vengono subito sparate in rete e ricadono in tempo reale su pubblici che fanno parte di un nuovo mondo delle comunicazione.
Un occhio planetario onnipotente e onnipresente capace di accogliere e ritrasmettere alla velocità della luce qualsiasi memoria individuale fissata con un semplice clic fotografico o con una ripresa video. […]
Noi sappiamo che la comunicazione interpersonale è destinata in futuro se non a scomparire a ridursi al minimo a favore della comunicazione artificiale: qualsiasi cosa possa avvenire sappiamo anche che la fotografia resterà un mezzo facile, diretto e immediato di comunicazione universale capace di superare qualsiasi barriera.

Apr 032014
 

LocandinaCunico- Invito 3

 

Mostra fotografica di Antonio Cunico

Bistrot de Venise – Calle dei Fabbri – S.Marco 4685 Venezia

Dal 12 al 24 aprile 2014 – Ingresso libero

Inaugurazione sabato 12 aprile ore 17

La mostra è prorogata fino al 14 maggio