Krisis

I periodi di crisi offrono il pretesto  perché possano nascere e svilupparsi dei grandi progetti artistici, come la stessa storia dell’arte insegna

Krisis è un libro sulla città, un libro fotografico naturalmente.
E’ un libro che cerca di andare oltre l’immagine per cercare di cogliere il senso di una crisi che non è solo della città, ma anche dei suoi abitanti e dell’idea stessa che ha portato metà della popolazione mondiale ad abitare in un contesto urbano invece che nel territorio com’era solo qualche decennio fa.
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Gaetano De Faveri cerca di affondare il suo sguardo oltre l’apparenza, costruisce le sue immagini raddoppiando i punti di ripresa e sovrapponendoli, posizionando musicisti in strade, tetti e contesti urbani. Ne viene fuori un paesaggio urbano liquido, un punto di ripresa che è sempre doppio o triplo.
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Qualche sua foto ricorda un gioco di specchi e la realtà non è davanti, ma dietro le spalle riflessa sui grandi pannelli di vetro specchiante che danno/negano forma agli edifici.
Edifici frammentati, piazze, fabbriche abbandonate, sale di musei, e anche opere d’arte dalla forte valenza simbolica. Il tutto  composto da una materia spesso indefinita, a volte apparentemente liquida, altre volte virante alla sabbia o al cemento.
La gigantesca e sotterranea città di METROPOLIS, immaginata da Fritz Lang nell’omonimo film del 1927, si è decomposta e frammentata è diventata meno compatta e più sfuggente.
E’ forte l’impressione di assistere a un sogno, forse a un incubo (non dimentichiamo che l’autore è psicologo), e come nel sogno le immagini decompongono – ricompongono – sovrappongono, costruiscono metafore e metonimie visive, stravolgono la realtà.
Devo aggiungere” dice l’autore “che con la mia ricerca sul piano estetico, con la composizione equilibrata delle forme e delle geometrie, cerco di mitigare  la drammatizzazione e l’angoscia che suscitano questi ambienti che hanno un effetto disturbante anche su di me. Mi capita per il mestiere che faccio di essere sempre a contatto con aspetti psichici profondi e anche disgreganti, e questo mi pone molte domande”.
Per Smargiassi “l’ordine perduto torna come scenografia barocca, teatro delle sorprese, negli spazi immaginari continuamente “sfondati” da fughe prospettiche. La scena barocca del resto è  quella delle ideologie assolutiste fuse in forme apparentemente caotiche, che nascondono le asprezze del potere dietro l’euforia delle forme. Proprio come fa questo nostro tempo dopato e ideologico assieme” (http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/quali-libri-leggo/scaffale-2016-4/).
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Incontro con l’autore

Venerdì 24 febbraio alle ore 21:000 presso la nostra sede al castello di Schio Gaetano de Faveri presenterà il suo libro Krisis. Il suo commento sarà accompagnato dalle foto del libro proiettate sul fondo. Seguirà la proiezione di un video.
Sarà poi possibile parlare con l’autore e vedere le immagini originali.
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Gaetano De Faveri

L’autore, nato a Pordenone nel 1952, si interessa alla fotografia attorno agli anni ’80. Dopo un iter di fotoamatore che lo porta a partecipare con successo a vari concorsi, sente ben presto la necessità di affrontare tematiche più profonde che coinvolgano la sfera emotiva e psicologica. Fondamentale in questa ricerca è l’incontro nel 1985 con il fotografo Roberto Salbitani. Da lì nasce una continua frequentazione, in particolare presso la Scuola di Fotografia nella Natura, fondata da Salbitani a Mogginano, paesino vicino a Pieve S. Stefano. In quegli anni approfondisce la tecnica di ripresa e di camera oscura, ma soprattutto il linguaggio e la libertà espressiva.
Qualche anno dopo aver partecipato, a Carpi nel 1995,  alla collettiva “Venti Fotografi Italiani” , abbandona la fotografia per una quindicina d’anni . Periodo che coincide con la diffusione di massa della fotografia digitale. Proprio questa nuova tecnica è in linea con le sue precedenti propensioni all’utilizzo del fotomontaggio, ora reso più accessibile dall’elaborazione al computer. Si apre per De Faveri una nuova stagione creativa, che culmina con la sua prima pubblicazione fotografica.


Gaetano de Faveri sarà presentato da

Roberto Salbitani

Scrittore, docente di fotografia e soprattutto fotografo. Recentemente gli sono state dedicate due importanti mostre antologiche, al Museo di Fotografia Contemporanea a Cinisello e al Centro Candiani di Mestre. Opera nella fotografia dagli anni 70. Di lui scrive Roberta Valtorta: “La sua fotografia, profondamente introspettiva, talvolta visionaria, critica nei riguardi dei valori e dei comportamenti omologati e conformisti che guidano la società contemporanea, indaga il difficile rapporto tra l’uomo e l’ambiente in cui vive: dalle città in crescita ai territori snaturati dal violento processo di urbanizzazione, fino alla ricerca di luoghi elettivi nei quali cercare di recuperare un rapporto liberatorio con la natura”.
 


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